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Toscana, la popolazione invecchia. I dati e le prospettive lavorative.

I dati Istat, riportati nell’articolo di Firenzetoday, raccontano di una popolazione sempre più anziana, con tassi di immigrazione più alti di uomini e donne di età media più giovane rispetto a quella italiana.
Il quadro che si presenta è quello di una Regione invecchiata anagraficamente, in cui è aumentato l’investimento sulla propria formazione ma restano ancora marcati i tassi di disoccupazione con forti squilibri di genere.

Le riflessioni sul cambiamento demografico, sull’andamento del mercato di lavoro e sulle prospettive del post pandemia da Covid19, evidenziano la crescente importanza dei lavoratori Long Term Care, che comprendono per il 70% lavoratori formali operanti nel settore sanitario e sociale come assistenti alla persona.

Come indicato nel rapporto OECD “Who Cares? Attracting and Retaining Care Workers for the Elderly”, la necessità di assumere personale qualificato non è una prerogativa solo toscana, ma mondiale; le stime parlano di un aumento di almeno 13,5 milioni di lavoratori LTC entro il 2040.

Assunzioni di personale che richiedono però un livello di qualifica sempre più alto, spesso accompagnato da esperienza e referenze. Se il dualismo tra chi cerca lavoro per fare esperienza e chi richiede esperienza per assumere sembra tutt’ora assurdo, esso si colloca in realtà in una cornice in cui scegliere di formarsi oggi rappresenta il più grande investimento per il domani.
Per questo l’impegno crescente delle Agenzie Formative è quello di offrire percorsi formativi che coniugano la teoria all’esperienza pratica, seguendo il corsista durante tutto il percorso formativo e creando una rete di contatto e confronto tra professionisti una volta ottenuta la qualifica.

Per conoscere meglio le opportunità formative e scegliere il percorso più adeguato alle proprie aspirazioni, competenze e capacità, vi invitiamo a consultare il nostro Catalogo Corsi 2021 alla sezione “Formazione riconosciuta dalla Regione Toscana”.

Fondi strutturali e d’investimento europei: a che punto siamo?

“Gli ultimi dati aggiornati della Commissione Europea sulle spese dei fondi SIE risalgono al 30 giugno dello scorso anno. Secondo questi dati, a metà 2020 erano stati allocati a specifici progetti dall’Italia solo l’81 per cento dei fondi impegnati nel bilancio europeo ed effettivamente spesi solo il 39 per cento. In media gli Stati europei avevano invece già allocato il 96 per cento delle risorse e ne avevano già spese il 51 per cento.”
L’articolo di Matilde Casamonti su L’Osservatorio.

«Persone e lavoro al centro del processo decisionale in Europa»

«L’Europa deve tornare a essere un posto in cui ognuno ha l’opportunità di migliorare la sua condizione sociale, attraverso la creazione di impieghi di qualità, aprendo il mercato del lavoro ai giovani e ai disoccupati ma soprattutto alle donne, perché l’uguaglianza di genere è uno dei fondamenti della sostenibilità sociale.»
Le parole di Giulia Barbucci, nuova vicepresidente con delega al bilancio del Comitato economico e sociale europeo, nell’articolo di Cristina Barbetta.