“Il futuro è un’ipotesi”: le potenzialità non sfruttate dei tirocini extracurriculari

Formazione, aggiornamento, riqualificazione, approccio al mercato del lavoro, risposta ai bisogni delle aziende e di chi è in cerca di occupazione, soprattutto giovani. Sono queste e tantissime altre le potenzialità in mano allo strumento dei tirocini extracurriculari, che non vengono però sfruttate a pieno rendendo l’esperienza di tirocinio molto spesso fine a se stessa e vista solamente come una fonte di reddito (talvolta non proporzionato all’impegno) a scadenza. Ci dimentichiamo, in sostanza, che un tirocinio è in primis non un’occupazione lavorativa ma un’attività formativa.

Il Secondo rapporto di monitoraggio nazionale in materia di tirocini extracurriculari di ANPAL e INAPP, analizzato da Lorenzo Citterio su bollettinoadapt.it, restituisce l’immagine di un Paese con un sistema formativo non allineato con le esigenze del mercato del lavoro e con un sistema industriale che punta a soggetti già formati e che non spende le proprie competenze per allargare e condividere la conoscenza.

Il rapporto si inserisce inoltre in una situazione post pandemica che vede l’occupazione dei lavoratori incerta, anche quella considerata “il lavoro di una vita”, e un triste primato per l’Italia: quello dei NEET, giovani che non sono coinvolti in percorsi di formazione, aggiornamento, qualifica professionale o attività lavorativa.

Un sistema, quello italiano, in cui il lavoro richiede esperienza pregressa che è difficile maturare proprio perché impossibilitati o in difficoltà a cercare un’occupazione, e in cui la transizione tra istruzione, formazione e lavoro non è in grado di capitalizzare il valore del sistema formativo italiano e non offre adeguate prospettive ai giovani.

“Il futuro è un’ipotesi”, recita una canzone. E nell’ipotesi del panorama italiano, soprattutto quello dei giovani di oggi, il rischio è una variabile fortemente sentita. Si cercano soluzioni che diano subito risultati tangibili, impegnandoci spesso in attività di tirocinio che non rispondono né alle esigenze reali del mercato né alle personali esigenze formative, senza dimenticare che la definizione di chi siamo oggi dipende anche dalle nostre aspettative, dai nostri sogni, dalle capacità e competenze che vogliamo far emergere e dal costume in cui sentiamo di poter realizzare maggiormente la nostra personalità e identità.

Rivedere il sistema formativo, in un’ottica di incontro tra domanda e offerta di lavoro, di valorizzazione del singolo, di emersione e validazione delle competenze e di accompagnamento nel percorso formativo e nell’inserimento all’interno del mondo del lavoro sono elementi fondamentali per una ripresa efficace.